Tre donne per Draghi

Il Governo Conte Secondo, quello cosiddetto giallorosso, nasce dall’iniziativa politica di Matteo Renzi. Egli, mosso dalla volontà di non interrompere la legislatura, ha abilitato i Dem a sdoganare i grillini e dare vita a una nuova maggioranza. Con ciò, ha risparmiato al Paese una tornata di elezioni anticipate con un quadro politico per nulla definito (checché se ne dica sono sempre una piccola sconfitta per il sistema democratico) e si è regalato un po’ di tempo per provare a dare vita (a oggi, con ben scarso consenso) al suo partito, Italia Viva.

Durante il Conte Secondo, molti commentatori hanno messo in evidenza quanto sia “innaturale” l’alleanza tra PD e Cinque Stelle. Innaturale un corno: sinistra e grillismo hanno radici culturali comuni, direi saldamente intrecciate. Ne ho già scritto, alcuni valori, generatori di altrettante retoriche, rappresentano un sicuro terreno comune: l’autocertificata onestà, l’egualitarismo dell’ “uno vale uno”, l’illusione della democrazia diretta, l’apologia del ribellismo, la mistica del “nemico”, la diffidenza pauperista verso le persone di successo, lo snobismo antimodernista, lo stesso complottismo anti-sistema.

Il nuovo refrain riguarda oggi il rapporto tra giallorossi e sovranisti nel nuovo esecutivo che Draghi si accinge a varare, anch’esso generato dall’iniziativa politica di Matteo Renzi: ma come si può pensare che dem e grillini possano stare insieme ai leghisti! Anche in questo caso, si ragiona guardando la realtà con vecchie lenti deformanti: grillini e leghisti, come tutti sanno, hanno felicemente governato insieme e poi lo stesso cavallo di battaglia leghista, Quota 100, appartiene a pieno titolo alla tradizione politica della sinistra: giù le mani dalle pensioni! Chi nega, non sa o finge di non ricordare o mente.

E allora? Tutti uguali? Ovviamente no, semplicemente oggi si stanno ponendo nuovi discrimini destinati a far emergere nuove forze e a squadernare buona parte di quelle esistenti. Nel nascente Governo Draghi, il vero spartiacque ideale si consuma tra Italia Viva – Più Europa (e Azione) – Forza Italia da un lato, Lega – 5Stelle – PD dall’altro. Certo, il PD in misura e modi più sfumati e contraddittori, ma quest’è. D’altronde anche Lega e 5Stelle sono lacerati da contraddizioni interne molto più consistenti di quanto appaiano. Il Governo Draghi potrà porsi come un “esecutivo tecnico d’emergenza” o potrà rappresentare un rilevantissimo fatto politico. Questo secondo caso potrà avere luogo solo a condizione che il Governo si formi e agisca intorno all’asse politico Italia Viva – Più Europa – Forza Italia. Per questo, sogno che le tre figure più rappresentative del nascente Governo siano tre donne: Boschi, Bonino, Carfagna. Sognare costa poco, al massimo l’ennesima delusione.

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