Mi sento negro e sto per diventare africano. 

La parola “negro” è una bella parola, non nasce certo come dispregiativa. In medicina, quando si mettono in evidenza i diversi effetti di alcuni farmaci su persone di etnia differente, si parla appunto di di “razza negra”. 

Poi succede che qualcuno, specie negli USA, inizia a usare il termine negro (niger) in senso dispregiativo. E gli altri che fanno? Rifiutano questa accezione e continuano a usare la parola nel suo significato neutrale? No, si arrendono e iniziano anch’essi a considerare la parola “negro” come dispregiativa e, in nome del politicamente corretto, inventano un’altra parola: nero (black). Sei razzista? Dici negro; non sei razzista? Dici nero (per i più raffinati, “di colore”).

No. Io continuo a dire negro. Non è una parolaccia. Mia moglie è negra e io ho iniziato l’iter per ottenere la cittadinanza keniana: mi sento negro dentro. 

Oggi assistiamo, in Italia, a un fenomeno simile: la parola “africani”, di per se stessa neutra, sta asuumendo un significato dispregiativo. Fateci caso, chi parla con ripugnanza dei cosiddetti migranti, ha iniziato a chiamarli “africani”. Ci arrenderemo anche questa volta? Dovremo inventarci una nuova parola per indicare i nativi del continente africano? Spero proprio di no. 

Io non mollo. Mi sento negro e sto per diventare africano. 

Cosa c’è peggio di Grillo? I grillini. 

Vi mangerei per il gusto di vomitarvi. Così Grillo si rivolge alla stampa. Il contenuto è totalitario. Il linguaggio è fascista. C’è di peggio? Si. Di peggio c’è il fatto che molti plaudono entusiasti. Il fascismo 2.0 dell’accozzaglia è un fiume in piena. Va arginato conferendo qualità alle forze che propongono soluzioni e proposte, non spettri e nemici. Battaglia difficile di rilevanza storica. 

VIDEO

Ma davvero @matteorenzi sostiene la legge #Fiano? Dov’è finito il @pdnetwork delle riforme? Si preferiscono i divieti?

Legge #Fiano

La nostra Costituzione prevede il divieto di “ricostruzione del partito fascista”. È stata scritta all’indomani della liberazione dal nazifascismo, è normale che lo preveda. Certo, si tratta di un principio molto contingente e contestualizzato e dal respiro un po’ corto. Tant’è vero che lo stesso MSI di Almirante che nasceva per sua stessa ammissione dalle ceneri della Repubblica di Salò (il simbolo rappresentava la bara di Mussolini da cui rinasceva la fiamma fascista), non fu mai messo “fuorilegge”. Così come oggi non vengono messe fuorilegge Casa Pound nè altre formazioni similari. Si è scelto, per me molto opportunamente, il primato della libertà di espressione e pensiero sul timore del ritorno del fascismo. 

Pensare che oggi i rischi per la democrazia italiana siano rappresentati da poche macchiette nostalgiche del fez e dell’olio di ricino, è semplicemente ridicolo. 

Poi, diciamolo, la storia lo ha detto chiaramente: sono una iattura per la democrazia dei Paesi e la libertà dei Popoli, tanto il fascismo, quanto il comunismo. Si può dire? O è vietato anche questo?

Capisco che all’indomani della liberazione, ci si concentrò solo sul rischio fascista, ma oggi ha senso? E per affermare la propria avversione ai regimi totalitari (fascisti o comunisti che siano), non basta affermare il proprio orientamento democratico? E a tale fine, è più utile rendere più efficiente ed efficace il nostro sistema democratico o vietare un farneticante post di apprezzamento al regime fascista? La strada resta quella delle Riforme, oppure si è scelta quella dei divieti?

Oggi, a oltre settant’anni dalla liberazione, i rischi per la nostra democrazia non derivano da un manipolo di reduci, ma da una moltitudine di ribelli adolescenziali (come furono i fascisti originali) che, mossi dal bisogno del nemico, propongono il “regime della pancia della gente”. Il rischio del fascismo2.0 esiste, ma non è rappresentato da qualche reduce, è rappresentato in particolare dal Movimento5Stelle e dai suoi fiancheggiatori (Lega, Fratelli d’Italia, Sinistra dura e pura, pezzi del PD e pezzi di Forza Italia). Per contrastare l’avanzata di questa accozzaglia, vietare i saluti romani proprio non serve. Servono idee per il risveglio e la rinascita del nostro Paese. 

La legge Fiano è una resa di fronte a questa sfida. È incredibile che Matteo Renzi la avvalli. 

Gli intellettuali di riferimento dell’accozzaglia

Imposimato, solo pochi mesi fa, era considerato intellettuale di riferimento dai sostenitori del no al referendum costituzionale e i suoi interventi deliranti erano entusiasticamente condivisi sui social dai sostenitori dell’accozzaglia. 

Oggi collega la morte della piccola Sofia ai “poteri forti” che tramerebbero dietro la somministrazione dei vaccini e straparla dell’inesistente vacino antimalarico. Ne parla Gramellini su Il Corriere. 

Fa riflettere. 

Anche questo è fascismo 2.0

Regeni e i fucilieri

La questione Regeni è evidentemente tragica e critica sotto il profilo diplomatico, ma meno intricata di quanto si dica. 

A leggere certi commenti sembra che il Governo  italiano abbia creduto e creda alle fandonie di quello egiziano, nonostante le rivelazioni del Governo americano in ordine alle complicità dei Servizi Egiziani. 

Ovviamente non è così. Alle risibili e contraddittorie tesi del Governo egiziano, ha mai creduto nessuno. Tanto che il Governo italiano ha da tempo richiamato l’ambasciatore. Le “indiscrezioni” americane sono solo la conferma di ovvietà note e arcinote. 

Oggi  il Governo italiano invia nuovamente l’ambasciatore, ma accompagnato da un investigatore italiano, ritenendo che ciò possa avvicinare alla verità più del gesto simbolico del ritiro. 

È uno scandalo? A me francamente non pare. È la soluzione migliore? Non so davvero. 

In generale, va osservato un altro elemento e cioè come l’orientamento alla mediazione e alla diplomazia sotto traccia cosi tipico dei Governi italiani, pur ottenendo talora indiscutibili risultati (vedi i tanti episodi di prigionieri e sequestrati italiani rilasciati), pone il nostro Paese in una condizione di debolezza politica agli occhi del mondo. Ogni tanto bisogna anche saper alzare la voce e mostrare i muscoli. Lo abbiamo fatto poco col Governo indiano relativamente alla vicenda dei due fucilieri, lo facciamo poco oggi rispetto alla vicenda Regeni. 

Bettino Craxi seppe farlo (a Sigonella) non con l’Egitto o con l’India, ma con gli USA. Nientemeno. L’Italia, senza ombra di dubbio, ne guadagnò in termini di prestigio internazionale. 

Trump e il fascismo2.0

Il movimento politico che io chiamo fascismo2.0, non è un fenomeno tutto italiano. 

Il fascismo 2.0 si fonda sui seguenti principi/sentimenti:

  1. Il complotto. Non siamo responsabili dei nostri mancati successi. I responsabili sono i poteri forti, le multinazionali, le banche, la globalizzazione e chi più ne ha più ne metta. 
  2. L’antipolitica. Le colpe ultime di tutti i mali sono riconducibili ai politici in quanto servi dei poteri di cui sopra. 
  3. Il nemico. Non si confrontano ideali e proposte differenti. Ci si limita a indicare un nemico. Sconfitto lui, il bene non potrà che trionfare. 
  4. L’autoreferenzialita. Siamo i migliori e bastiamo a noi stessi perché siamo duri e puri. Per questo non facciamo alleanze, siamo protezionisti e guardiamo ai muri con simpatia. 

Trump incarna buona parte di questi principi. Per questa ragione lo considero, sul piano internazionale, un esponente di punta di quel fascismo2.0 che in Italia vede come principali protagonisti Grillo e Salvini e come principali oggettivi fiancheggiatori, D’Alema & C. 

http://m.huffingtonpost.it/2017/08/16/lindustria-americana-in-guerra-con-donald-trump_a_23079531/

La futura Ministra e i condizionatori

Barbara #Lezzi è stata indicata da Scanzi (Il Fatto) come futura Ministra dell’Economia del futuro Governo Di Maio. Ecco nel seguito le sue parole, pronunciate a Coffee Break (La7) . 

“Barbara Lezzi? La senatrice è una delle parlamentari più preparate che ha il M5S, l’ho scritto anche in tempi non sospetti. E’ così convincente in tv che persino Bruno Vespa, quando la vede, soggiace al suo fascino politico. E Vespa non è esattamente grillino.  Qualora il movimento vincesse le elezioni – continua – secondo me, Lezzi sarebbe ministro dell’Economia, anche se lei nega. Ma è sicuramente uno dei nomi che sta circolando. 

Ecco, nel video, come Barbara Lezzi, futura Ministra dell’Economia del Governo Di Maio, commenta il dato di crescita dell’economia, dato costante da dieci trimestri consecutivi. 

La fantasia al potere

Nel post precedente si metteva in evidenza come la cultura del nemico porti a un effetto paradosssle: dati negativi=colpa del Governo; dati positivi=merito di Draghi, della congiuntura internazionale, ecc. 

Meriti extragovernativi? Chi più ne ha, più ne metta. Così Barbara Lezzi ci spiega che i dati economici positivi, specie quelli riferiti al PIL, sarebbero effetto del caldo. La tesi si basa sul fatto che il calcolo del PIL tiene in conto anche il consumo di energia che con l’uso dei condizionatori aumenta. È fin troppo evidente come in questo ragionamento ci sia del vero, è ancora più evidente quanto l’elemento-condizionatori, ancorché vero, sia sostanzialmente ininfluente. 

Ma non è questo il punto. Il punto riguarda le energie che si sprecano pur di imputare colpe al nemico e non riconoscergli meriti. Così la cultura del nemico diventa ossessione e si scatena la più sfrenata fantasia (come nel caso dei condizionatori) perché il nemico non possa riabilitarsi in alcun modo. Il nemico va dileggiato in ogni modo. Fu così per Craxi, è stato così per Berlusconi, è così per Renzi. 

Travaglio che indica il nemico-Renzi, non è migliore o peggiore del Travaglio che indicava il nemico-Berlusconi. Era e rimane in ogni caso, l’intellettue di riferimento di questo orientamento culturale ribellista, il fascismo2.0. 

Tifare contro è facile e non fa bene ad alcuno

I dati ISTAT sono indubbiamente incoraggianti. Il Fatto Quotidiano mette in grande evidenza il fatto che la crescita italiana sia inferiore alla media europea. Vero, ma assolutamente scontato. Il dato positivo è che la crescita è superiore alle previsioni. 

Com’è difficile in Italia registrare con soddisfazione un dato positivo. Quando il dato è negativo, non c’è dubbio che le responsabilità sono del Governo Italiano, quando il dato è positivo, c’è subito la rincorsa a indicare i meriti nella congiuntura internazionale, Draghi e chi più ne ha più ne metta. 

Si tratta di una riedizione del vecchio atteggiamento “tanto peggio, tanto meglio”. Dobbiamo imparare a tifare a favore. E rosicare un po’ meno. 

O-ne-stà sospesa per gli abusivisti

Luigi Di Maio ha rilasciato un’intervista al Corriere a sostegno di Giancarlo Cancellieri, il candidato “governatore” del M5S. Tra i punti fondamentali del programma per il cambiamento in Sicilia, sono messi in evidenza il reddito di cittadinanza (che ricorda le più vecchie e fallimentari pratiche assistenzialustiche), ma soprattutto l’impignorabilità della prima casa e la salvaguardia della casa per chi ha commesso il reato di abuso edilizio. 

La sostanza è che, secondo questa logica, chi commette il reato di abuso edilizio, lo fa “per necessità” e in fondo il reato non è commesso da lui, ma dalla “politica”. 

Sono convinto che ci sia un saldo rapporto tra la qualità della politica e la qualità della società. La retorica dei cittadini buoni e onesti contro i politici cattivi e disonesti, fa prendere dei voti, ma non rappresenta la realtà. Una qualunque riunione di una commissione parlamentare ha probabilmente più qualità di una media assemblea di condominio.  Il politico che chiude un occhio sulla costruzione di una casa abusiva, non è peggiore di chi la costruisce. 

Ma quale idea di legalità può ispirare l’accondiscendenza all’abusivismo? Ma davvero si può pensare di premiare chi urla in coro “o-ne-stà o-ne-stà” e poi propone di garantire gli abusivismi?

Insomma, il nuovo in Sicilia sarebbe rappresentato da assistenzialismo e connivenza. Davvero sorprendente. Non so come si stanno preparando alle elezioni siciliane le altre forze politiche. Forse faranno come a Roma: lasciamoli governare e si autosputtaneranno. Occhio però: anche il Re d’Italia, a suo tempo, disse, a proposito della marcia su Roma, “lasciamoli fare, sono innocui, vediamo cosa combinano”. Il fascismo 2.0 non va sottovalutato.