I vecchi adolescenti e il ribellismo

Non credo nelle favole, a me non la si racconta! E anche quelli del mio gruppo la pensano così, la pensiamo allo stesso modo! Basta, siamo stufi di rigare dritto, ci ribelliamo! Rifiutiamo le convenzioni che cercano di imporci! Non crediamo più alle baggianate che hanno cercato di metterci in testa! Sono diverso: il sistema non mi avrà!

Queste frasi esprimono il tipico stato d’animo dell’adolescente. Egli non si sente più bambino, ma non si riconosce ancora uomo, allora, mosso da spirito ribelle, rompe col suo passato per auto-iniziarsi alla vita da adulto. Il conflitto che apre con l’autorità familiare e sociale segna questa rottura.

Poi l’adolescente cresce e incontra l’adultità e, con l’adultità incontra la complessità. Così inizia ad apprezzare le sfumature, a vedere la bellezza in ciò che aveva giudicato in modo totalizzante, ad andare oltre le facili etichette. Insomma, alzando il suo livello di coscienza rispetto alla complessità, l’adolescente divenuto adulto, abbandona a poco a poco i suoi stereotipi e cessa progressivamente di totalizzare.

Qualcuno però fa un percorso diverso, qualcuno nell’età dell’adolscienza, reprime il proprio spirito ribelle e resta ligio ai propri doveri sociali e familiari. In questo caso, è probabile che, prima o poi, lo spirito adolescenziale represso si ripresenti in età adulta, generando talora comportamenti caricaturali da “vecchi adolescenti”. Non è certo, ma è piuttosto comune.

In effetti, se guardo ai miei amici della giovinezza, oggi osservo che proprio coloro che da adolescenti erano più ligi e compìti, oggi adottano più facilmente una modalità ideologica e giudicante su temi come l’ambientalismo, il pacifismo, il femminismo, la gestione del potere.

Così come l’adolescente rivendica la sua rottura col sistema anche attraverso i suoi stereotipi, come la musica che ascolta o i vestiti che indossa, allo stesso modo il “vecchio adolescente” giudica gli altri dai programmi televisivi che guardano, dal tipo di auto che possiedono, dai leader che apprezzano. Per l’archetipo del vecchio adolescente, se guardi Il grande fratello, hai un SUV,  apprezzi Renzi o Draghi e magari ascolti Laura Pausini, sei certamente uno sfigato, probabilmente uno stronzo. 

Lo spirito adolescenziale, quando vissuto da adulti, perde il tratto dell’ingenuità e acquista maggiore “cattiveria”. Così l’orientamento totalizzante diventa orientamento totalitario e lo spirito ribelle diventa ribellismo, radice del complottismo.

Mi guardo intorno e vedo tanti vecchi adolescenti, ex ragazzi ligi, e allora penso che forse è meglio esortare i nostri ragazzi a viversi pienamente l’adolescenza. Certo, facciamo in modo che non si perdano, se lo riteniamo diciamo anche qualche preghiera, ma cerchiamo di non generare vecchi adolescenti in pectore: è il più grande regalo che possiamo fare alle future generazioni.

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