Caro Bergoglio, i buoni sentimenti non bastano

Da sempre, quando un Papa si esprime su un tema collegato alla cronaca politica o sociale, si leva la voce della sinistra. Per dire cosa? Dipende. Se l’opinione del Pontefice è funzionale alla posizione della sinistra, allora scatta il mantra “diamo ascolto alle illuminanti parole del Santo Padre”, se non lo è, scatta invece il mantra “il Papa faccia il Papa e non interferisca nelle questioni di uno Stato laico”.

Insomma la regola della doppia morale vale anche in questo caso.

Papa Francesco è intervenuto nel tempo su molte questioni politiche e sociali, non solo sulla vicenda dei migranti, sulla quale peraltro non mi pare che si sia distinto per acume e originalità. Per me può esprimersi su tutto ciò che ritiene. Può sempre. Certo che, dal momento in cui cessa di occuparsi solo di anime e spirito, si sottopone alla regola cui si sottopone chiunque esprima un’opinione: il consenso e il dissenso.

In quest’ottica, dissentire dalle parole del Papa non è dunque sacrilego, pertanto, di fronte al dissenso, le espressioni di stigma del tipo “un po’ di rispetto per Sua Santità” suonano come delle ottuse sciocchezze anche un bel po’ integraliste.

Fatta questa premessa e sentendomi autorizzato a commentare le esortazioni, i comizi e le scivolate di Papa Francesco, lo faccio.

Partiamo dall’ultima, dalla questione del budget per la difesa. Cito testualmente le parole di Francesco: “Io mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si è compromesso a spendere credo il 2 per cento o il 2 per mille del PIL per comprare armi come risposta a quello che sta accadendo. Una pazzia”. Il fatto che non conosca l’ammontare della spesa, induce a pensare che secondo il Papa, qualunque spesa (il 2 per cento o il 2 per mille non fa differenza) sia comunque troppo. Quindi? Nessun sistema di sicurezza? Ma al Vaticano si spende proprio nulla in finestre anti-sfondamento, porte blindate, guardianaggio? No? E una famiglia di buoni Cristiani può dotarsi di un antifurto o magari di un cane da guardia in giardino? E l’assenza di questi sistemi di sicurezza non sarebbero forse un incentivo per malviventi e prepotenti?

No, secondo il pacifismo adolescenziale, la spesa destinata alla difesa (che è formazione, intelligence, sistemi di comunicazione e molto altro) equivale solo ad armi e quindi malcela necessariamente il desiderio di violenza e sopraffazione.

Il fatto poi che questo fosse un impegno preso con i nostri alleati e che si deliberi di rispettarlo (non di incrementarlo) proprio nel momento in cui la sicurezza internazionale è messa a rischio, sembra che conti nulla.

Per queste ragioni, quelle parole papali, pronunciate in questo momento, offrono una sponda a tutti quei ribelli adolescenziali che teorizzano la necessità della resa degli ucraini e condannano ogni forma di sostegno alla loro resistenza. 

Eh, ma il Papa deve rispettare il Vangelo, non può che suggerire di “porgere l’altra guancia”. A sì? E come si coniuga questo pensiero con ciò che il Papa (anche allora sbagliando) disse a proposito della secondo lui eccessiva provocazione di Charlie Hebdo nei confronti del mondo islamico? Ricordate? Ve lo ricordo io, citando ancora testualmente ciò che disse in un’intervista rilasciata durante un trasferimento in aereo: “E’ vero che non si può reagire violentemente, ma se (ad esempio) il dottor Gasparri, grande amico, mi dice una parolaccia contro la mia mamma, ma si aspetti un pugno! Ma è normale! E’ normale!”

Per gli ucraini non vale? Putin non si deve aspettare “un pugno”? No, in questo caso si diventa pacifisti assoluti.

Questa forma di pacifismo retorico, abilita il prepotente. Esso si poggia culturalmente su un assunto assolutamente falso, ancorché diffusissimo, secondo cui la guerra la fanno i potenti, i popoli vogliono la pace: il potere sempre cattivo e carnefice, il popolo sempre buono e vittima. Così Bergoglio ci esorta a “consacrare a Maria il popolo Ucraino e il popolo russo”. Ma certo, vogliamo il benessere di tutti i popoli, ma in questo momento quei due popoli vivono situazioni molto diverse e l’equidistanza è colpevole.

Non è vero che le guerre le fanno i potenti a dispetto dei popoli che vogliono la pace. Il popolo italiano elesse Mussolini e lo sostenne durante la gran parte del periodo bellico. Altrettanto si dica per il popolo tedesco nei confronti di Hitler. Allo stesso modo, il popolo russo non appare oggi in rivolta. Ci sono state e ci sono delle eccezioni? Ovvio. Tanto lodevoli quanto minoritarie. Il popolo inglese e quelli italiano e tedesco degli anni ’40 non possono essere messi sullo stesso piano. Altrettanto vale per i popoli ucraino e russo in questo momento. Certamente, la responsabilità di gran lunga maggiore è ovviamente del Comandante in Capo, ma esistono a diversi livelli, responsabilità diffuse e condivise, si pensi ad esempio alla catena di comando delle stesse forze armate: se la responsabilità fosse solo del capo che impartisce l’ordine, tutti gli ufficiali nazisti sarebbero stati assolti. Anche eseguire gli ordini, come accettare la manipolazione, contiene un grado di responsabilità.

Insomma, il Papa pronuncia col tono di chi ci illumina, concetti banali e già sentiti, come fu un paio di mesi orsono anche quando, ripreso entusiasticamente da Roberto Speranza su tutti i social, disse alla recita dell’Angelus: “Un servizio sanitario gratuito è un bene prezioso”. No Bergoglio, non è gratuito, è pagato dai contribuenti. Soprattutto dai più abbienti. Sono loro che vanno ringraziati, non lo Stato.

Per ricoprire certi ruoli, specie in momenti così cruciali, non bastano i buoni sentimenti, occorre una visione che aiuti gli individui e le comunità a vivere il cambiamento senza ricorrere ai vecchi alibi. Essa non si riscontra di certo in un ribellismo adolescenziale fondato sull’idea che il potere sia necessariamente cattivo e il popolo necessariamente buono, sull’idea che la pace si costruisca accondiscendendo al prepotente, sull’idea che il “denaro pubblico” sia stampato alla Zecca di Stato dai governanti generosi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: