Il ribelle garantito, archetipo dell’arci-italiano

Ribelle garantito? Non è forse una contraddizione in termini? Non è, come è diventato di gran moda dire, un ossimoro?

No. Quello del ribelle garantito è un atteggiamento diffuso, tipicamente italiano che viene da molto lontano.

Neppure il mondo dell’impresa che per ragioni professionali frequento assiduamente, ne è immune. Lo argomento nel mio ultimo libro Verso un mondo nuovo. Perdonatemi l’auto-citazione, ecco cosa scrivo:

Capisco bene che le organizzazioni non si emancipino grazie ai cosiddetti yes man. Ma attenzione, non si emancipano neppure grazie ai ribelli di professione, ai contestatori per scelta, ai no man. Normalmente costoro contestano ogni scelta. Neppure di fronte a una scelta inequivocabilmente ragionevole, cedono al sì, men che meno a un sì potente, preferiscono, nel caso, trincerarsi dietro i sì, ma e i sì però. Nulla merita la loro piena adesione con l’eccezione della garanzia del proprio stipendio e del mantenimento dei propri privilegi. (…) Normalmente si considerano incompresi nel proprio talento e guardano con diffidenza ai successi altrui.

I ribelli garantiti, abitano ogni organizzazione, ma anche la società nel suo complesso. Così nei social, come nei salotti e nei talk show, sedimenta una fittizia cultura anti-sistema, spacciata per pensiero non allineato con il cosiddetto main stream, ma in realtà fortemente stereotipata.

 I ribelli garantiti sono i tifosi del pensiero contro, impegnati nel rivendicare un astratto mondo perfetto, ma specializzati nel lasciare quello reale così com’è. 

Dicono no a tutto tranne che ai propri privilegi.

Per il ribelle garantito, gli altri hanno il dovere di garantire il servizio perché lui ha il diritto di usufruirne.

L’atteggiamento del ribelle garantito, trova la sua sublimazione nella vicenda dell’invasione dell’Ucraina: gli stessi che blaterano di rivoluzione, che magari utilizzano l’immagine di Che Guevara come foto del proprio profilo social, che esortano i “pecoroni” alla rivolta contro “il sistema” al grido di “sveglia!”, proprio loro chiedono la resa incondizionata del popolo ucraino. 

Anche in questo caso, per il ribelle garantito, gli altri hanno il dovere perché lui ha il diritto: gli Ucraini hanno il dovere di arrendersi, perché lui ha il diritto di godersi la pace.

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