Terzo polo? Roba difficile, ma si può fare.

Guardando ai sondaggi delle quattro principali forze politiche, osserviamo che Partito Democratico e Cinque Stelle contano su un complessivo 35% mentre Lega e Fratelli d’Italia si avvicinano al 40%. Insomma, le due alleanze neo-populiste contano, sul 75% dei consensi.

Sembra quindi che ci si debba rassegnare a un bipolarismo tra populismo cosiddetto “di sinistra” e populismo cosiddetto “di destra”.

È così? Forse, ma prima di esserne certi, occorre buttare un occhio alle forze minori e segnatamente a Forza Italia e Italia Viva. Queste due forze si trovano di fronte a un bivio: recitare la parte dell’anima critica dei due poli (Italia Viva del polo populista “di sinistra”, Forza Italia del polo populista “di destra”) oppure dare vita a un terzo polo antagonista al populismo in tutte le sue forme.

La prima via porterebbe ineluttabilmente e giustamente alla loro marginalizzazione, la seconda via le renderebbe protagoniste di un’iniziativa politica di portata storica.

Quali condizioni favorirebbero il secondo scenario? Ne indico alcune.

  • Italia Viva deve smettere di pensare che l’alleanza PD-5Stelle sia innaturale, essa è al contrario naturalissima e affonda le sue radici in una comune cultura politica. Su ciò ho già scritto piuttosto ampiamente.
  • Forza Italia deve semplicemente ricordare le sue origini: una forza di centro, democratica, atlantista, europeista.
  • Dare vita a un nuovo movimento che superi le attuali leadership di Forza Italia e Italia Viva, equidistante dai due poli populisti.
  • Non limitarsi a negare la bontà della narrazione populista, ma proporne una alternativa, migliore, oltre lo schema destra/sinistra.
  • Rivolgersi a tutti gli elettori, nessuno escluso.

Roba difficile? Sì. Infatti in molti si illudono che esistano delle scorciatoie. La più gettonata, ma anche la più risibile, vorrebbe che il terzo polo nasca da un’alleanza tra Italia Viva, Più Europa e Azione, insomma l’alternativa consisterebbe nel perseverare a fare l’anima critica del PD, ma con la cannabis libera e un po’ di ambientalismo che non guasta mai, magari sotto la guida di Cottarelli. Farebbe ridere se non facesse piangere come è stato ampiamente dimostrato dalle scorse elezioni regionali, segnatamente in Liguria.

Qualcuno si farà carico di lavorare alla via più difficile, ma certamente più meritevole? Forse, non disperiamo dai.

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