Dopo, ci vedremo meglio?

L’emergenza del Coronavirus ci suggerisce di “cambiare occhiali”, per guardare con sguardo diverso la realtà che ci circonda. Grazie a questi nuovi occhiali, possiamo forse iniziare a sgretolare alcuni stereotipi e luoghi comuni che da diversi decenni bloccano lo sviluppo democratico del Paese. Provo ad elencarne alcuni.
Nel Paese con una pressione fiscale tra le più alte al mondo, si scopre che non abbiamo la realistica disponibilità finanziaria, anche sforando brutalmente i vincoli europei, per rispondere adeguatamente all’emergenza. In questa situazione, risulta evidente quanto malamente sia spesa la montagna di soldi che, grazie al fisco, entra annualmente nelle casse dello Stato. La vicenda degli ultimi ulteriori finanziamenti ad Alitalia proprio durante l’emergenza, ne è tragica ed emblematica evidenza. Eppure il leitmotiv sui social sembra essere la caccia all’evasore, abusando come d’abitudine della parola magica: vergogna!
Bisognerebbe aprire una lunga parentesi sui cosiddetti “evasori”. In realtà si tratta di una categoria molto difficile da delineare. E’ un evasore il muratore extra-comunitario che, operando “in regola”, sarebbe espulso dal mercato. E’ un evasore colui che, per benevolenza o convenienza, si affida a quel muratore. Sono evasori quegli artigiani, quei piccoli imprenditori, quei professionisti di servizi alle imprese, che, vessati da un sistema fiscale insostenibile (che li tassa anche su proventi che non hanno: IRAP e costi non deducibili), trovano qualche piccola scappatoia per sopravvivere. Sopravvivere, non prosperare. Poi, certo, ci sono anche i ricchi professionisti di servizi ai privati che evadono omettendo l’emissione della fattura. Non sono così tanti, sono molto facilmente individuabili e sempre più spesso contrastati.
Si, ma se non ci fosse evasione, tutti i problemi sarebbero risolti! No, se non ci fosse evasione, i soldi pubblici continuerebbero ad essere spesi alla cavolo.
Il problema italiano NON è l’evasione fiscale, è la qualità sfacciatamente scadente e iniqua della gestione della spesa pubblica. In questa situazione di emergenza, questo ci appare ancora più limpidamente. Chi continua ad agitare lo stereotipo degli “evasori” come “soluzione”, sceglie di non cambiare occhiali e continuare a guardare la realtà con ideologici occhiali deformanti, occhiali che indicano facili nemici da additare alla piazza, anziché realistiche soluzioni.
Nel Paese con “la sanità migliore del mondo”, si scopre che il nostro sistema va in tilt prima degli altri, si scopre che disponiamo di 5.000 respiratori in terapia intensiva contro i 25.000 della Germania (che si appresta a raddoppiarli nelle prossime settimane), si scopre che non ci sono manco le mascherine per il personale sanitario, si scopre che la mortalità da Coronavirus in Sud-Corea è un terzo di quella italiana e in Germania addirittura un decimo. Si scopre che sistemi sanitari non pubblici, è il caso di quello sud-coreano, stanno rispondendo molto meglio. Paghiamo decenni di retorica sulla “sanità gratuita”. Ma quale gratuita, ma basta! “Pubblico” non corrisponde a “gratuito”. Paghiamo decenni e decenni di facile retorica anti-americana, fondata sull’idea che in Italia la sanità è gratuita e negli USA devi avere la carta di credito. Basta una distratta ricerca, anche su Wikipedia eh, senza tanto impegno, per rendersi conto che NON E’ VERO. “Pubblico” significa che dai i tuoi soldi allo Stato anziché a una Compagnia privata (o a un consorzio di Compagnie regolamentate dallo Stato, come è in Corea del Sud). Siamo proprio certi che lo Stato li spenda meglio? Questi nuovi occhiali con cui possiamo scegliere di guardare la realtà, ci danno una risposta inequivocabile: no. Eppure, anche su questo, i più preferiscono la retorica dell’eroismo dei medici italiani (in buona parte reale), alla lettura dei dati di realtà. La sanità migliore del mondo dovrebbe funzionare anche senza eroi. O no?
Tra i nemici è stata additata anche quell’azienda bresciana messa in croce per aver venduto una partita di tamponi agli USA. Ma un’impresa non è forse libera di vendere i suoi prodotti a chi cavolo vuole? Non è forse libera di vendere i suoi prodotti a chi, non è il caso dello Stato italiano, paga bene e rapidamente? Non è forse anche con le tasse e le imposte di quell’azienda che si paga la meravigliosa sanità italiana?
C’è poi la Costituzione più bella del mondo. Come dimenticarlo? Quella Costituzione che, di fatto, obbliga i Governi, se vogliono governare, a vere e proprie sospensioni della democrazia. Ciò attraverso l’inevitabile abuso dei decreti legge. Così abbiamo “il nuovo Churchill”, uno di noi, si perché “uno vale uno”: il “fortissimo riferimento di tutti i progressisti” che legge, incespicando, i comunicati scritti da un ex partecipante al Grande Fratello, a quasi mezzanotte, in diretta Facebook. Ciò, baipassando i più elementari filtri democratici garantiti dall’interazione con gli organi di stampa. D’altronde il guru pentastellato lo aveva promesso quando rivolto ai giornalisti disse: vi mangerei solo per vomitarvi, faremo i conti! Ma ciò che è peggio, è che, in questo caso, si tratta di decreti-legge verbali, ancora tutti da scrivere.
La Costituzione Italiana va ampiamente rivista e non solo nella seconda parteDagli all’evasore! dagli al runner! viva gli eroi! viva il nuovo Churchill! Il tutto cantando dai balconi l’Inno nazionale. Retorica fondata sui nemici e sugli eroi. Roba da situazione pre-dittatoriale.
Si racconta che siamo in guerra e che, “chiudendo tutto”, possiamo “sconfiggere il virus”. Non è così, non si sconfigge proprio alcunché, si diluisce nel tempo il contagio, tutto qui, provando a evitare il collasso del nostro zoppicante sistema sanitario. Così si intrerrompono tutte le produzioni “non essenziali”, ma non si specifica quali sarebbero. Perché non si specifica? Perché è sostanzialmente impossibile identificarle. Il mercato non si divide in due categorie (produzioni essenziali e produzioni inessenziali), il mercato è una rete integrata di catene del valore, dove una produzione apparentemente “non essenziale”, è magari fondamentale per la produzione, l’imballaggio, la distribuzione o la manutenzione di produzioni “essenziali”. Ma questa è gente che parla di lavoro senza aver mai messo piede in un’azienda.
A proposito di lavoro, anche a ‘sto giro, chi soffre meno sono pensionati, dipendenti pubblici, dipendenti di grandi aziende. Gli altri? Pazienza. Piccoli imprenditori e lavoratori autonomi? Chissenefrega, sono evasori in pectore. Anche in questo caso, paghiamo anni di retorica: le pensioni e i diritti dei “lavoratori” non si toccano! L’importante è avere chiarezza sui nemici: evasori e runner.
Passerà, certo, anche se dubito che i nostri governanti si rendano conto che far collassare il Paese non è esattamente la soluzione più adeguata per non far collassare il sistema sanitario. Ma forse, nel Paese più bello del mondo, con la sanità migliore del mondo e la Costituzione più bella del mondo, siamo obbligati a correre questo rischio.
Certo, cantando Azzurro dal balcone.

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