Papa sì, Papa no, Papa forse.

Le parole dei papi sono state spesso apostrofate con questo commento: intollerabile ingerenza in questioni politiche nazionali da parte del capo di uno Stato straniero.

In altre occasioni, altre parole sono state commentate più o meno così: ispiriamoci alle illuminanti parole del Santo Padre.

Cosa c’è di strano? C’è di strano che questi opposti commenti provengono spesso dalle stesse persone, dagli stessi commentatori, dagli stessi politici. Si cambia atteggiamento alla bisogna.

L’esortazione a seguire “le parole del Santo Padre” prese inizio con l’epopea di Bertinotti. Egli, ritrovatosi a seguito del Muro di Berlino, orfano di un’ideologia, pescò qua e là e trovò in Papa Woytila un’utile sponda.

Per taluni le cose non sono cambiate: non avendo più un’impianto ideale politico al quale riferirsi, rinunciano a ogni tentativo di laicità e fanno del culto della personalità di Papa Bergoglio la loro litania. Lo stesso Maurizio Crozza, nella sua imitazione, lo ha convintamente dipinto come il leader della sinistra moderna.

Questo atteggiamento è in qualche modo agevolato dalle sceneggiate Salviniane, giacché viene contrabbandato come alternativo all’uso improprio dei rosari e alla sistematica avversione nei confronti di papa Bergoglio.

In realtà si tratta di due facce della stessa medaglia. Considerare le parole del Papa sempre e comunque sbagliate o sempre e comunque giuste, non è molto diverso e testimonia comunque un atteggiamento per nulla laico.

Rappresentare questo Papa come complice del complotto dei “poteri forti” volto ad ampliare le masse da sfruttare a vantaggio delle élite, è semplicemente ridicolo. Rappresentarlo come la voce alternativa a quella neo-populista, lo è altrettanto.

Si può dire, ad esempio, che quando il Papa commentò la tragica vicenda di Charlie Hebdo dicendo “la libertà di espressione ha un limite: non offendere nessuno. Se qualcuno dice una parolaccia contro la mia mamma, è normale che si aspetti un pugno“, disse una pericolosa puttanata? Si può dire, per altro esempio, che il gesto nei confronti della fedele che lo tira a sé, ha poco di misericordioso e che se fosse stato compiuto da un politico nei confronti di un militante, sarebbe stato messo in croce?

Chi si occupa di politica e intende competere col fronte neo-populista, ha un compito ben più impegnativo che ergersi a difesa pregiudiziale di questo o quel rappresentante di questa o quella dottrina religiosa. Ha il compito di immaginare una narrazione di società e una visione di futuro che faccia semmai sintesi tra diversi orientamenti religiosi e tra credenti e non credenti.

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