Vicenda OPEN: volete ucciderci, ci renderete immortali.

Hanno creato un clima infame. Bettino Craxi aveva tutte le ragioni quando, accerchiato dall’azione giudiziaria, dall’accanimento giornalistico e dal lancio delle monetine da parte del “popolo” (se preferite, “gente”), pronunciò queste parole.

Si trattava dello stesso clima infame che sarebbe stato creato dieci anni dopo, durante l’epopea di Silvio Berlusconi. Si tratta dello stesso clima infame con cui si sta cercando di ostacolare l’iniziativa politica di Matteo Renzi.

Craxi, Berlusconi, Renzi. C’è un fil rouge che lega queste vicende? C’è, eccome se c’è. So di non rendere un buon servizio a Renzi nell’accostare il suo nome a quelli di Craxi e Berlusconi, ma onestà intellettuale vuole che sia così.

Apriamo il capitolo Craxi.

Parliamo degli anni ’80. L’iniziativa politica di Bettino Craxi è mossa da un sicuro intento innovatore.

Egli si pone l’ambizioso obiettivo politico di rompere lo schema che attanaglia la democrazia italiana, uno schema che affida alla Democrazia Cristiana la guida del Governo e al Partito Comunista l’egemonia dell’opposizione, ognuno col suo spazio di potere. Il prezzo da pagare per mantenere quel sistema è davvero alto: l’Italia è l’unico paese al mondo governato da quarant’anni dalla stessa forza politica.

In altri termini, non esistono le condizioni per una normale democrazia dell’alternanza.

Ma alla DC va bene così e si capisce, ma anche al PCI va bene così, così tanto bene che Enrico Berlinguer, segretario del Partito Comunista, teorizza la strategia della “solidarietà nazionale”, un sistema ancora più bloccato, che veda governare insieme DC e PCI, sotterrando definitivamente ogni aspirazione alla creazione di un sistema democratico fondato sulla possibilità dell’alternanza alla guida del governo.

Si alza una sola voce a spezzare questo abominio, quella di Bettino Craxi e questo non gli viene perdonato.

Così diventa il nemico numero uno, da demonizzare in ogni modo, il principale destinatario degli strali berlingueriani sulla famigerata “questione morale”, madre della retorica grillina dell’onestà. Pur di far fuori Craxi, si fa fuori, con tangentopoli,  un intero ceto politico.

Funzionò. Craxi fu umiliato e sconfitto. Scelse di morire da esule.

Quella strategia, fondata sulla complicità tra magistrati politicizzati e giornalisti conniventi, funzionò così bene che la si utilizzò anche per far fuori il nuovo avversario politico, Silvio Berlusconi. E così siamo agli anni ‘90.

Anche Berlusconi è mosso da un intento innovatore. Fatti fuori la DC e il PSI, un PCI rinnovato nel nome (PDS) ha ormai campo libero, in uno scenario nuovamente privo di una normale dinamica fondata su una possibile alternanza: il PDS è l’unico partito sopravvissuto alla tempesta di tangentopoli. Ancora una volta si alza una sola voce a squadernare la scena, questa volta è quella di Silvio Berlusconi.

La sua geniale iniziativa politica genera un nuovo bipolarismo e, di fatto, determina una normale dinamica democratica, dinamica dalla quale esce vittorioso, annichilendo la “gioiosa macchina da guerra” messa in piedi da Achille Occhetto, leader del PDS. Berlusconi diventa il nuovo nemico. Va fatto fuori ad ogni costo.

Si dà vita ad un pervicace accanimento giudiziario, accompagnato da una campagna d’odio di stampo moralistico. Berlusconi tiene duro. Forse non ci si aspettava un combattente così fiero.

Per riuscire a comminargli una condanna in ragione di una discutibile e, fatte le debite proporzioni, modesta elusione fiscale, si rendono necessari cinquanta procedimenti e cinquecento perquisizioni. Contrariamente a Craxi, Berlusconi non ne esce umiliato e sconfitto, ma certamente fortemente indebolito, ragione per cui ha progressivamente perduto la leadership del campo del centro-destra, successivamente occupato dalle più becere pulsioni autoritarie.

Così, e siamo ai giorni nostri, viene il tempo del terzo innovatore, Matteo Renzi. Siamo negli anni 2000. Egli si propone sulla scena politica con l’intento di rottamare quella cultura catto-comunista che impedisce la generazione di un polo politico moderno, di stampo liberale e democratico, fondato su una narrazione positiva della nuova epoca.

Apriti cielo. C’è però una differenza con gli innovatori che lo hanno preceduto: mentre Craxi e Berlusconi, in modi diversi, “c’hanno messo del loro”, prestando il fianco ai loro persecutori, sembra proprio che negli armadi di Matteo Renzi non si celino scheletri. Per questa ragione, l’azione giudiziario-giornalistica nei suoi confronti, assume contorni ancora più violenti di quanto non sia stato per i suoi predecessori. Non ci sono scheletri negli armadi? Come facciamo? Dapprima, in perfetto stile mafioso, si è cercato di colpire i famigliari. Non trovando granché neppure lì, non si è esitato a cercare di confezionare prove false, coinvolgendo pezzi corrotti dello Stato, un fatto che in qualunque paese normale avrebbe generato un’indignazione generale, ma che in Italia è stata considerata una simpatica malandrinata. Ma non ha funzionato, non tutte le istituzioni (e, ovviamente, non tutti i magistrati, ci mancherebbe) si genuflettono di fronte alla furia giustizialista. Si sono dunque arresi? Certo che no, la costituzione di Italia Viva per costoro è affronto inaccettabile.

Allora ecco la trovata geniale: non riusciamo a colpire lui? non riusciamo a colpire i suoi famigliari? colpiamo i suoi sostenitori!

Va letta così l’agghiacciante iniziativa volta a intimidire le persone che liberamente hanno sostenuto anche economicamente l’iniziativa politica di Matteo Renzi. 

Si tratta di un salto di qualità formidabile che ci chiama alla resistenza civile e ci unisce: siamo tanti e siamo disposti ad affondare con la nave. Non hanno capito che questa vicenda non ci spaventa e non ci logora, ci rende più forti e convinti di prima, consapevoli del nostro inevitabile e crescente successo.

Come dicono i nobili guerrieri, volete ucciderci, ci renderete immortali.

One Reply to “Vicenda OPEN: volete ucciderci, ci renderete immortali.”

  1. Argomento centrato chiaro comprensivo. Rimango basito sul comprtamento della procura di Firenze che ancora una volta si presta a un evudente gioco sporco iniziato da un personaggio viscido e deplorevole.
    Come si puo avere fiducia in questa giustizia.

    "Mi piace"

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