Per un Nazareno 2.0

L’attuale situazione politica é emblematicamente rappresentata dalle parole di Di Maio, leader della principale forza politica, che strizzano l’occhio a “azioni non democratiche” da parte del “popolo” e dalle parole del suo alter ego, Di Battista, che accusa di “tradimento della Patria” chi desse credito e seguito alle prudenti (troppo?) esortazioni del Capo dello Stato. In nome del loro presunto rispetto della “volontà popolare”, vogliono tornare subito al voto. Io non vedo intorno a me tutta questa smania di tornare subito al voto per di più con il medesimo sistema elettorale; sta di fatto che i grillini sono in buona compagnia: anche Salvini chiede a gran forza il ritorno alle urne mentre sancisce l’alleanza di fatto coi cinquestelle ribadendo all’unisono con Grillo una feroce ostilità al processo di integrazione europea. Sembra che si cerchi un accordo in extremis tra le due forze. Sarebbe soluzione utile e democratica.

Se invece si andrà al voto, le prossime elezioni non saranno un ballottaggio tra l’opzione leghista e l’opzione grillina, si tratta se mai di una contesa per la leadership dello stesso campo politico, quello grilloleghista, caratterizzato da un’unica cultura politica ribellista, complottista e nazionalista.

É indispensabile proporre agli elettori una credibile alternativa al grilloleghismo. Quel PD che nella scorsa legislatura elemosinava (ricordate lo streaming di Bersani, vero?) l’alleanza coi cinquestelle, é lo stesso PD che nei giorni scorsi si é lungamente e angosciosamente interrogato sul sostegno a un governo Di Maio. Sarebbe questa l’alternativa al grillismo nazionalista del nuovo asse M5S/Lega? Oggi il più fiero avversario dei cinquestelle, colui che sembra aver colto la necessità di una ferma alternativa al grillismo nazionalista, é Silvio Berlusconi. Piaccia o no, é così.

Oggi il confronto politico non é tra destra e sinistra, é tra due culture politiche: la prima, quella grilloleghista, fondata su ribellismo, complottismo, nazionalismo; la seconda, che deve caratterizzare un un nuovo soggetto politico, si fonda sul rispetto delle istituzioni, su soluzioni sostenibili, sul potenziamento di tutti i processi di integrazione, a partire da quello europeo verso gli Stati Uniti d’Europa.

Questa seconda opzione deve essere portata avanti e proposta da un soggetto che, al pari dei cinquestelle, sappia parlare il linguaggio della nuova epoca e soprattutto sappia porsi autenticamente oltre lo schema destra/sinistra. In mancanza di ciò, la partita é certamente persa in partenza.

Occorre insomma un nuovo Nazareno che questa volta non si fondi su un accordo tra due leader (Renzi e Berlusconi), ma sull’incontro di due popoli: il popolo del #senzadime e quello del centrodestra non salvinizzato. Se preferite un’altra similitudine, occorre una nuova Leopolda, questa volta trasversale, mossa non dalla velleità di cambiare il PD, ma dall’ambizione di sancire la nascita di un nuovo movimento, oltre il paradigma destra/sinistra, che parli il linguaggio della nuova epoca, che proponga un impianto ideale alternativo a quello grilloleghista.

Non si tratta di un vezzo, si tratta di una necessità per la qualità della democrazia italiana e forse per la sua stessa sopravvivenza. Non a caso ne scrivo anche sulla prestigiosa rivista politica Strade.

Sogno di mettere insieme un gruppo di intellettuali e personalità che si impegnino nel dare vita a questa idea, una sorta di simposio che definisca i contorni del progetto e la road map della sua realizzazione. Quasi quasi ci provo.

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