A proposito di bufale

Recentemente Marco Travaglio, intellettuale di riferimento del fascismo2.0, al fine di ridurre a burletta il tema delle fake news, ha pronunciato, con abituale sorrisetto sarcastico, le seguenti parole: un tempo si chiamavano balle, ora si chiamano fake news.

Non è così. Un conto è raccontare una balla agli amici in piazzetta, altra cosa è organizzare una rete che scientificamente diffonde false notizie al fine di screditare un avversario politico. Non è la stessa cosa. E si capisce bene. Poi può darsi anche che questa pratica sia connaturata con la nuova era digitale e vada accettata per come è, ma questo è un altro paio di maniche.

Restando sul tema delle “balle”, si sa, più si ripetono e più diventano “luoghi comuni” è più diventano luoghi comuni, più, nella percezione comune, diventano cose vere e assodate.

Tra questi luoghi comuni ve n’è uno ormai universalmente accettato: i vari Grillo, Salvini, Meloni & C sarebbero dei populisti. In effetti non è così. Il populista non indica nemici, il populista formula soluzioni semplicistiche, facilmente comprensibili, mai impopolari, che facilmente generano consenso. I leader di cui sopra non cercano il consenso attraverso soluzioni popolari, ma attraverso nemici da criminalizzare. Non sono populisti.

Il populista per antonomasia è il Berlusca, si sa, un campionissimo. Anche il buon Renzi cede talora alla tentazione populista, specie sul tema dell’Unione Europea. Entrambi conoscono l’amore degli italiani nei confronti delle formule magiche e delle facili soluzioni.

Gli altri, i grillini-leghisti-fratelliditalia, non indicano soluzioni da perseguire, ma nemici da odiare. Ora il nemico è la Merkel, ora Renzi, ora gli stranieri, ora i “politici”. Contro il nemico di turno, convogliano gli istinti rancorosi più beceri, anche facendo ricorso alle famigerate fake news. Come si sa, dall’insulto, alla minaccia, alle testate, il passo è breve. Costoro non sono populisti. Questa è la vera grande balla. Sono marmaglia razzista e fascistoide. Alle cose bisogna dare il nome appropriato. Essi rappresentano la maggioranza nella coalizione di centro-destra e, a giudicare dai sondaggi, grazie ai Cinque Stelle, il primo partito italiano, si proprio quello a cui guardano con simpatia quelli della sinistra arcaica, parte più o meno consapevole dell’accozzaglia. Questa rancorosa accozzaglia racconta l’inquietante fenomeno del fascismo2.0.

Mala tempora currunt. Chi se non l’Unione Europea può trascinarci fuori da questo stato di cose? Per questo, oggi più che mai, orgogliosamente dico Viva l’Italia e viva l’Unione Europea!

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