La fantasia al potere

Nel post precedente si metteva in evidenza come la cultura del nemico porti a un effetto paradosssle: dati negativi=colpa del Governo; dati positivi=merito di Draghi, della congiuntura internazionale, ecc. 

Meriti extragovernativi? Chi più ne ha, più ne metta. Così Barbara Lezzi ci spiega che i dati economici positivi, specie quelli riferiti al PIL, sarebbero effetto del caldo. La tesi si basa sul fatto che il calcolo del PIL tiene in conto anche il consumo di energia che con l’uso dei condizionatori aumenta. È fin troppo evidente come in questo ragionamento ci sia del vero, è ancora più evidente quanto l’elemento-condizionatori, ancorché vero, sia sostanzialmente ininfluente. 

Ma non è questo il punto. Il punto riguarda le energie che si sprecano pur di imputare colpe al nemico e non riconoscergli meriti. Così la cultura del nemico diventa ossessione e si scatena la più sfrenata fantasia (come nel caso dei condizionatori) perché il nemico non possa riabilitarsi in alcun modo. Il nemico va dileggiato in ogni modo. Fu così per Craxi, è stato così per Berlusconi, è così per Renzi. 

Travaglio che indica il nemico-Renzi, non è migliore o peggiore del Travaglio che indicava il nemico-Berlusconi. Era e rimane in ogni caso, l’intellettue di riferimento di questo orientamento culturale ribellista, il fascismo2.0. 

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